Dal sogno alla professione: costruire ponti di senso per attraversare l’incertezza nella formazione professionale

Roberta Sciannamea

Abstract


Il panorama delle professioni dedicate alla cura si dimostra oggi sempre più eterogeneo e diversificato. La molteplicità di figure si accompagna alla differenza di linguaggi e stili di comunicazione utilizzati, per i quali si avverte il bisogno di trovare un punto d’incontro verso la comprensione e la legittimazione delle reciproche differenze e capacità distintive. Solo una loro reale integrazione può infatti condurre i professionisti verso un autentico atto di cura. Ma come si può portare gli studenti ad acquisire la coscienza e le competenze trasversali essenziali per una sua pratica attiva? Come si può aiutarli ad identificare i propri bisogni, le proprie paure, le proprie insicurezze e costruzioni preconcette – spesso inconsciamente assunte – contro l’esercizio di una professione che può configurarsi come una delle più delicate e costitutivamente carica di responsabilità?

Queste sono alcune delle questioni alle quali si è cercato di rispondere, descrivendo un caso di clinica della formazione applicato in un’aula universitaria. Vivere la dimensione gruppale nel contenitore protetto della formazione si è dimostrato un passo fondamentale per la comprensione autentica dei differenti livelli di ascolto da parte dei soggetti, che hanno iniziato a riconoscersi in una nuova dimensione di ruolo: da deboli e indefiniti a possibili portatori di creatività e progetti innovativi per le istituzioni di cura.


Keyword


psicoanalisi; pedagogia; formazione; gruppo

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ISSN: 2035-4630, Open-acess, peer-reviewed Journal, Tribunale di Roma 142/09, 04/05/09 - dir. responsabile: G. Colajacomo

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